«VERONA È UNA CITTÀ SICURA»

Dopo il polverone per la rissa nel cuore di piazza Bra, e la richiesta del sindaco Tosi per una riunione specifica, ieri il Comitato per la sicurezza in prefettura che ha messo a punto il rafforzamento dei presidi di polizia e vigili nel salotto della città. Al termine della riunione, Salvatore Mulas, il prefetto, ha voluto lanciare ancora una volta il messaggio: «Posso dirlo senza ombra di smentita: questa è una città sicura». Ed ha accompagnato la sua affermazione con i dati relativi ai delitti denunciati nel primi cinque mesi dell'anno in città: 4.153 episodi a fronte dei 13.662 dell'intero 2016.

Il polverone delle polemiche sulla sicurezza in centro, sollevato dalla zuffa tra quattro cittadini romeni ubriachi in piazza Bra, non è riuscito a infiltrarsi al secondo piano dei Palazzi Scaligeri.

Come richiesto dal sindaco Flavio Tosi all'indomani dell'episodio, quanto accaduto domenica sera davanti al Liston è stato analizzato nel corso della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica riunitosi ieri mattina in prefettura alla presenza del prefetto Salvatore Mulas e dei rappresentanti delle forze dell'ordine, insieme al sindaco e al comandante della polizia municipale Luigi Altamura. E al termine della riunione, il prefetto ha incontrato la stampa per ribadire un concetto molto chiaro: «Posso dirlo senza ombra di smentita: questa è una città sicura».

Parole che suonano come una risposta anche ai vari candidati sindaco che, avendo assistito in diretta alla violenza di domenica sera (erano impegnati in un comizio proprio in Bra), non hanno esitato a cavalcare l'onda elettorale della sicurezza. Mulas, ribadendo più volte di non avere alcuna intenzione di intromettersi nel dibattito elettorale, ha voluto ricordare per l'ennesima volta la discrasia tra la cosiddetta «sicurezza percepita» e i dati relativi ai reati registrati in città. «Il nostro obiettivo è quello di migliorarci sempre più, ma è anche vero che non si vive più come si viveva trent'anni fa, quando si poteva tranquillamente lasciare la porta di casa aperta ha detto -. Ma lo ripeto, la nostra è una città assolutamente sicura».

E i dati relativi ai delitti denunciati nei primi cinque mesi dell'anno in città, lo confermano: 4.153 episodi a fronte dei 13.662 dell'intero 2016. Se il trend dei primi cinque mesi venisse confermato, i reati quest'anno non supererebbero le 10mila denunce, con un calo di oltre 3.500 casi nel giro di un anno. Nel corso del vertice (rigorosamente a porte chiuse) sono stati fatti anche paragoni con i dati relativi alle altre città del Veneto e della vicina Lombardia, rilevando una situazione migliore rispetto a quella degli altri capoluoghi.Dal punto di vista operativo, comunque, dopo aver preso atto del «buco» temporale in cui è avvenuta la rissa di domenica sera (in quel momento non vi erano agenti né militari in piazza ad eccezione di una guardia privata, ma la polizia è intervenuta nel giro di tre minuti bloccando tutti i responsabili), nel corso della riunione è stato deciso di potenziare il controllo della Bra con un presidio fisso della polizia municipale. «Sarà un servizio integrato con le altre forze dell'ordine - ha spiegato Mulas -. Perché quanto è accaduto resta e deve restare un singolo episodio». In pratica, i vigili garantiranno il presidio dei giardini della Bra dalla tarda mattinata fino a sera, quando poi saranno le pattuglie di carabinieri, polizia e guardia di finanza a darsi il cambio per garantire una presenza fissa. Senza dimenticare il ruolo delle pattuglie miste con l'esercito e il continuo passaggio delle pattuglie nel corso della giornata.

I reati denunciati a maggio 2017 in città. Nel 2017 in totale furono 13.662. Si stima che nel 2017 potrebbero essere 3.500 in meno

 

 

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